venerdì 10 febbraio 2012

Facebook, bolla o rischio calcolato?

Anche se si appresta a debuttare in borsa con una IPO milionaria, Facebook rappresenta un grosso punto di domanda sia per gli investitori che per gli utenti del web. Il numero di login è prossimo alla soglia del miliardo di persone, eppure investire nel colosso dei social network o semplicemente entrarne a far parte, come dipendente, comporta dei rischi altissimi: e questo per tutta una serie di potenziali problemi che andiamo ad elencare.

  • Primo tra tutti, la poca propensione degli utenti a seguire gli annunci pubblicitari presenti su Facebook: debutteranno a breve le storie sponsorizzate, che andranno ad inserirsi nella nostra amata Timeline in modo trasparente, e creando una certa confusione negli utenti. Ma, una volta capito "il trucco" e soprattutto la differenza tra un aggiornamento di stato di un nostro amico ed una pubblicità mirata dal network, chiunque se ne terrà bene alla larga, e di sicuro anche gli investitori.
  • Secondo, il numero di utenti che si stufa di navigare su Facebook e leggere gli aggiornamenti dei profili altrui è in netto aumento: non è da escludersi un crollo, entro pochi mesi/anni, del numero degli iscritti ed il conseguente silenzio mediatico... MySpace docet!
  • Le login a Facebook da smartphone e iP*d (m.facebook.com) sono in netto aumento ma gli introiti pubblicitari derivanti dalla navigazione su dispositivi mobili dipende anche dallo sviluppo delle reti e dalle capacità stessi dei device, cosa che non dipende in alcun modo da Facebook stesso e sulla quale i pur validi ingegneri di Palo Alto non potrebbero agire in alcun modo.
  • Visti i venti di censura che soffiano un pò ovunque nel mondo, e che portano a creare dei social network fotocopia di Facebook (vedi il recente caso di Millat Facebook) nonchè a concedere i dati personali di chiunque previa richiesta anche informale, possono porre un serio freno alle mire espansionistiche di Mark Zuckerberg e soci.
  • E' molto rischioso modificare l'interfaccia o estendere le funzionalità del social network dato che potrebbe comportare un allontanamento di buona parte degli utenti o non attrarrne di nuovi in quantità accettabili.
  • Le regole sulla privacy possono essere un boomerang sia per Facebook, costretta troppo spesso a pagare multe salate un pò in ogni stato occidentale, che per gli utenti: quanti sarebbero disposti ad accettare che i propri dati personali vengano sbandierati ai quattro angoli del web e/o utilizzati per fini commerciali?
  • Nel caso Facebook si espanda anche nei paesi dell'est, incluse ovviamente Cina e India, quali sarebbero i costi per mantenere una struttura di server capace di gestire il triplo dei dati attualmente in carico? E quanto personale tecnico specializzato occorrerebbe per manutenere un così vasto parco macchine, per raffreddare i datacenter (eh già!) e soprattutto difendere la piattaforma dai continui attacchi hacker?

Se a tutto ciò aggiungiamo la presenza di un colosso come Google che di sicuro non starà alla finestra a guardare Zio Zuck fare manbassa del traffico sul web 2.0, ci possiamo rendere conto come investire su Facebook a lunga scadenza sia tuttaltro che consigliabile: immaginate per un attimo cosa potrebbe accadere se i milioni di utenti che passano tramite google.com per effettuare la login a Facebook vengano per qualche giorno dirottati su siti o blog come il nostro che nulla hanno a che fare con il social network in blu? Una catastrofe!

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