martedì 20 dicembre 2011

Hit Parade in Italia, gioco Facebook virale

Avete presente quei giochini virali che prendono possesso delle nostre bacheche virtuali sul social network Facebook? Di solito riguardavano le donne e relative piccanti abitudini (vedi ad esempio questo sui luoghi oppure questo post sulle multe dei peccati), ma stavolta a farla da padrone è un gioco virale della Hit Parade nella settimana nella quale siamo nati. Il divertimento consiste nel pubblicare come messaggio di stato la hit più ascoltata nei giorni in cui siamo venuti alla luce: a venirci incontro per giocare, il sito specializzato Hit Parade Italia che pubblica, dal 1959 ad oggi, le canzoni 10 più ascoltate in una classifica divisa per settimane dell'anno. Basterà quindi cercare sul sito hitparadeitalia.it/hp_weeks/index.html la nostra data di nascita, quindi effettuare il solito login a Facebook e pubblicare nel proprio status la canzone nella top ten. Volete qualche esempio? Per chi è nata il primo gennaio del 1980, la hit (mahhh) era You and me di Spargo, mentre per il 15 agosto 1986 abbiamo nientemeno che Papa don't preach di Madonna. Provate, trovate la Hit della vostra data di nascita e giocate ;)

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Vendita Like di Facebook, il caso Zuckerberg

Una strana causa vede coinvolta la società di Palo Alto con Mark Zuckerberg: non il suo fondatore ma un certo Rotem Guez, 32enne imprenditore israeliano. La storia è iniziata quando Facebook si è accorta che la pagina aperta dall'imprenditore israeliano era preposta alla vendita dei Like. Subito è scattata la chiusura sia della pagina che del profilo associato, dato che l'attività di vendita dei Mi Piace viola palesemente i termini del servizio. Ma Mr. Guez non ha gradito, ha risposto che la sua attività è del tutto analoga a quella di centinaia di aziende americane che offrono Like a pagamento. I legali di FB hanno ribadito la loro posizione, ma quel genio di Rotem Guez ha ben pensato di cambiare nome e cognome: indovinate un pò come si chiamerà per i prossimi anni? Proprio "Mark Zuckerberg"!!! Così ha inviato copia del documento di identità a Facebook sostenendo che se a Mark Zuckerberg, e solo a lui, è permessa la vendita dei Like, allora lui era proprio quel Mark Zuckerberg. Insomma, c'è di che lavorare per i legali dell'una e dell'altra parte, ma di sicuro il colpaccio l'ha fatto proprio l'imprenditore che ha usufruito di una pubblicità mediatica mondiale e, di sicuro, avrà incrementato il proprio business online.

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