giovedì 24 novembre 2011

Google+ non decolla

Che succede a Google+? Il gioiello dei social network, un passo avanti tecnologico non indifferente rispetto alla concorrenza dei vari Facebook, Badoo, Twitter, LinkedIn, Netlog e compagnia bella, non sembra riscuotere troppi consensi tra gli utenti. Eppure gli ingredienti che hanno reso vincente lo stesso giocattolo di Mark Zuckerberg ci sono tutti, inclusa la spinta non indifferente data dal link diretto sulla homepage del motore di ricerca Google al proprio social network made in Mountain View. I numeri record del debutto sul web di Plus sono ben presto passati in secondo piano: l'espansione di G+ si è arrestata così come la partecipazione attiva degli utenti nonostante le continue migliorie apportate al progetto anche grazie ai suggerimenti degli stessi sul piano della privacy e dell'integrazione dei video (a costo zero, dato che con YouTube si gioca in casa), mentre al contrario, su Facebook si continua a taggare, ad iscriversi a gruppi e pagine nonostante i malumori della privacy calpestata ad ogni modifica apportata da Palo Alto. Per non parlare dell'accoglienza tiepida avuta dallo stesso account di Mr. President (Barack Obama) su Plus... E che dire delle pagine su Google+ dedicate alle aziende ed aperte in tutta concorrenza con quelle ufficiali ospitate su FB che contano decine di migliaia di followers ognuna? Le basi ci sono tutte, la tecnologia anche, il supporto e la facilità di utilizzo anche, ma per decretare il successo di G+ rispetto alla concorrenza c'è bisogno di altro: quello che in televisione chiamano X-Factor o semplicemente il fattore "C"?

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