lunedì 4 aprile 2011

Facebook, Ducati censura commenti anti-Rossi

Dopo il brutto episodio della gara di ieri a Jerez de la Frontera, sulla pagina Facebook della Ducati (facebook.com/Ducati) sono stati rimossi i commenti contro Valentino Rossi sul "caso" Casey Stoner. In particolare, i tanti commenti che davano addosso al Dottore per la scivolata che aveva messo fuori gioco l'ex ducatista e nuovo mattatore della Repsol Honda con relativi strascichi polemici ai box, sono stati eliminati dagli amministratori della pagina su Facebook che preannunciavano 20 ore fa: "Ragazzi vi chiediamo di moderare i toni. Parole volgari e offese verranno rimosse. Facciamo appello alla vostra eduzione e buon senso, grazie". Dei tantissimi appassionati di moto e motori sul network in blu che hanno espresso opinioni contrastanti sull'entrata lunga di Valentino su Casey che ha portato al ritiro di Stoner ed ad una lunga rincorsa per lo stesso Rossi, quinto al traguardo, c'è rimasto ben poco: solo i commenti pro-Rossi si sono salvati, oltre a pochi altri sfuggiti alle strette maglie della censura Ducati. Peraltro, molti ducatisti ce l'hanno con Vale per gli orrendi colori della sua moto ufficiale, ritenuta non rispettosa della storia e degli stessi appassionati della moto di Borgo Panigale portata al successo, rossa, dallo stesso Stoner pochi anni or sono. Insomma, non è andata proprio giù a nessuno questa prima fase della stagione in rosso del Dottore, e su Facebook men che meno :(

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Facebook? E' un'arma a doppio taglio!

Forse sarebbe il caso di andarci più cauti nel pubblicare post e commenti su Facebook riguardanti il proprio lavoro: l'ultimo caso riguarda una maestra di una scuola elementare statunitense, la quale ha scritto su Facebook di sentirsi come un guardiano che tiene a bada tutto il giorno dei futuri criminali. Una frase che di certo non è passata inosservata ai genitori dei suoi bimbi iscritti al network di "Zio Zuck" e che ha, ovviamente, fatto si che fosse sospesa dal suo incarico di maestra. Non solo, perchè il tutto è stato denunciato alle autorità che dovranno ora decidere sul caso della privacy della maestra e della libertà di espressione di una persona nel mondo online. Può infatti un lavoratore durante il proprio tempo libero esprimere dei pareri sia positivi che negativi riguardo la propria posizione o, in questo caso, riguardo i bambini che educa? Nessuno ha criticato minimamente i metodi di insegnamento della donna, eppure può un solo commento scritto per parenti ed amici personali sulla propria bacheca Facebook essere usato per mettere in discussione la professionalità ed il lavoro svolto quotidianamente da una persona? Alla stessa domanda cercano di dare una risposta anche coloro che si sono visti licenziare per aver postato commenti negativi riguardanti i propri datori di lavoro, eppure, fino a prova contraria, il web e soprattutto Facebook sono comunità libere nelle quali ognuno potrebbe esprimere i propri pensieri... Oppure no?

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