mercoledì 30 marzo 2011

Foto rianimazione su Facebook, scandalo al Misericordia di Grosseto

Ripresi e sbeffeggiati, le foto finiscono su Facebook: il set fotografico è però il reparto di rianimazione dell'ospedale della Misericordia di Grosseto. Una messa in scena da parte dei medici nei confronti dei pazienti ricoverati e ripresi a loro insaputa sui lettini dell'ospedale, alcuni anche intubati. Uno scandalo denunciato al giornale "Il Corriere della Maremma" da parte di una donna imbattutasi per caso su Facebook in alcune foto a dir poco irriverenti nei confronti degli ammalati e che risalirebbero al 2009. Un fatto increscioso per il Misericordia che vede coinvolti infermieri e medici della struttura ospedaliera intenti a giocare e scherzare tra loro con le bende a mò di mummie o ripresi con la sigaretta accesa. E non è il primo caso che accade con le foto buttate su FB alla mercè di tutti, vi ricordate il caso della Molinette che ha portato alla sospensione del personale coinvolto?
Intanto la Direzione dell'ASL-9 di Grosseto ha provveduto, come si legge in una nota diffusa alla stampa, "ad attivare le procedure disciplinari, decidendo la sospensione cautelativa dal servizio degli operatori sanitari coinvolti" che sarebbero 5 infermieri e 2 medici. Nella stessa nota si "esprime stupore e indignazione per quanto appare dalle immagini pubblicate oggi sul Corriere di Maremma. Il fatto e' giudicato gravissimo e offensivo per i pazienti e per l'impegno che, in maniera professionale, il complesso degli operatori della rianimazione e, in senso ancora più ampio, dell'intero ospedale Misericordia, prestano quotidianamente ai ricoverati e ai cittadini".

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Facebook foto rubate e doppia denuncia

45enne denunciato (2 volte) per aver usato le foto prese da Facebook: è successo di nuovo, stavolta a Biella, dove l'uomo, previa visita sul network in blu alla ricerca di utentesse dall'autoscatto facile, avrebbe salvato sul proprio computer le relative foto pubblicate sul network ed utilizzate in una nota chat per adu1ti. L'ultima vittima, una 30enne leccese con manie di protagonismo mediatico, si sarebbe trovata un profilo aperto sull'altra chat con un appellativo del quale andare poco fiere (per usare un eufemismo) ed, ovviamente, con le foto incriminate. A seguito della denuncia da parte della ragazza, la polizia postale sarebbe risalita all'indirizzo IP della macchina che effettuava il login al profilo e da qui alla persona intestataria della linea telefonica, conoscente dell'uomo che utilizzava la sua linea a sua insaputa, probabilmente tramite rete wireless crackata... Il risultato? Una seconda denuncia all'uomo e tanti saluti sia al finto profilo che alle foto rubate! E badate bene che genere di foto pubblicate su Facebook, storie di questo tipo dovrebbero essere da monito a tutti gli utenti del network in blu mentre, purtroppo, sono diventate talmente comuni da passare in sordina :(

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