sabato 29 gennaio 2011

Facebook contro lo spam ma valutazione esagerata

Il network in blu ha da tempo intrapreso una lotta senza quartiere allo spam, ed è notizia di oggi che un giudice federale ha affermato come Facebook debba essere risarcito per una cifra prossima ai 360 milioni di euro per i danni subiti a causa del traffico di email spam. E' stato altresì emesso un mandato di arresto per il gestore della PPWebservices, tale Porembski, con l'accusa di aver accumulato i dati di accesso di 100 mila utenti di Facebook nonchè aver direttamente gestito l'invio di 7 milioni di email spam. Una vittoria che però arriva proprio nel momento in cui Bloomerg, noto sito di fama mondiale di news finanziarie, giudica eccessiva la valutazione del social network da parte della Goldman Sachs che risultava dell'ordine dei 50 miliardi di dollari, anche alla luce dei valori della stessa eBay oppure di Yahoo!, giudicati di molto inferiori a tale cifra. Probabilmente la sopravvalutazione è stata dovuta proprio perchè la banca Goldman Sachs si era assicurata quote di FB per ben 450 milioni di dollari. Gli investitori, da parte loro, giudicano molto rischioso per una azienda fare business solamente basandosi sul web, e di compagnie che hanno avuto boom clamorosi di diffusione per poi finire nel dimenticatoio in pochi anni nè è piena la rete. Sarà questa la sorte che toccherà al nostro Facebook?

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Ipcalypse, Arpageddon e la fine del mondo (digitale)

La tanto paventata fine degli indirizzi IP, quella sequenza di 4 numeri magici che identificano ogni scheda di rete, computer o apparecchio connesso ad internet, sta arrivando ed ha un nome che è tutto un programma, Ipcalypse (o Arpageddon che dir si voglia): nel corso della settimana prossima verranno assegnati gli ultimi, con largo anticipo rispetto alle previsioni che davano la fine degli indirizzi IPv4 nel corso del 2013 a causa della crescente "fame tecnologica" del mercato asiatico. A lanciare l'allarme la società Hurricane Electric, la più grossa dorsale internet del mondo "nativa" IPv6, ovvero la nuova release del protocollo che a scapito della compatibilità permetterà di indirizzare miliardi di miliardi di periferiche con una "targa", l'indirizzo, decisamente più lunga e difficile da ricordare. La migrazione ad IPv6 avverrà col tempo, eppure di tempo non ce n'è troppo: gli Internet Service Provider infatti potrebbero trovarsi nei guai perchè incapaci di soddisfare la mole di richieste di indirizzi. Il test del passaggio alla nuova versione IPv6 per Google, Facebook e Yahoo! avverrà solo l'8 giugno 2011, eppure non sarebbe una cattiva idea quella di anticiparlo. Se per esempio digitiamo ipv6.google.com possiamo verificare che tutto funzioni adeguatamente. Vedremo se il passaggio sarà indolore o quasi, come già accaduto per l'Y2K millennium bug, oppure l'accesso alla rete sarà negato così come i consueti login e le ricerche sui search engine: incrociate pure le dita!

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