lunedì 22 novembre 2010

Facebook login vs Google homepage?

Una notizia annunciata che sembra l'inizio dello scontro dei 2 titani del web: quella che vedrebbe il gigante dei social network Facebook suggerire la propria login come homepage del browser agli oltre 600 milioni di utilizzatori del network. Una mossa azzardata che però potrebbe portare via una ulteriore grossa fetta di traffico alla controparte di Mountain View che, allo stato attuale, risulta essere la schermata di apertura della stragrande maggioranza degli utenti che accedono alla rete, lasciando le briciole a Yahoo, Bing, Hotmail e compagnia bella. In parole povere, cosa succederebbe se Internet Explorer, Firefox, Safari e Chrome si aprissero direttamente su facebook.com senza passare per www.google.com? Un'ecatombe per le casse di BigG che vedrebbe ridursi ulteriormente il traffico nonchè i guadagni dovuti ai link sponsorizzati in modo drastico. Una mossa che farebbe rabbrividire, se non fosse che il gigante Google ha, al suo arco, armi talmente potenti da poter spazzare via buona parte del web in men che non si dica (FB compreso)... In che modo? Semplicemente penalizzando il network in blu ed i siti ad esso collegati nelle ricerche prodotte. Immaginate cosa dovesse accadere se qualunque risultato di ricerca riconducibile a Facebook ed affini fosse relegato ad una tristissima seconda pagina: dalle statistiche risulta che nessuno o quasi scorre le pagine con i risultati delle ricerche, figuriamoci scorrere e fare click per cambiare pagina. Sarebbe il tracollo di Zuckerberg e soci, ecco il perchè del suggerimento del Facebook login come homepage: una mossa sì azzardata, ma che serve a scopi molteplici, quali tastare la situazione del gradimento degli utenti, verificare che i server di Palo Alto reggano il traffico (e qui abbiamo parecchi dubbi al riguardo) ed, infine, a verificare eventuali reazioni da parte di Google per quanto concerne PageRank e graduatoria nella classifica. Secondo noi, il tutto si risolverà con un bellissimo accordo tra i due contendenti pieno di strette di mano, conferenze stampa riappacificatorie, sorrisi di circostanza e, soprattutto, fiumi di dollari nelle casse di entrambi per mantenere l'attuale posizione e spartirsi in altro modo il traffico sul web.

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Google a tutto social network

Google è alla ricerca del proprio social network per poter contrastare efficacemente e sul proprio terreno il fenomeno Facebook: non bastava infatti il tentativo andato a male di Wave, troppo complesso e raffinato, quasi ostico, per l'utente comune, nè di Orkut, che è il network numero uno ma solo in Brasile, stentando vistosamente (per usare un eufemismo) nel resto del web mondiale. I tentativi di spingere su Google Buzz non sono andati secondo i piani, anche se ci ha piacevolmente stupito per la semplicità e per la somiglianza a Twitter, del quale riprende molte caratteristiche migliorandone alcuni aspetti nonchè offrendo un servizio a prova di server sovraccarichi (per intenderci, niente più "balene ed uccellini")... Twitter, lo si sapeva già da tempo, fa gola a tutti i colossi del web ed il suo non completo boom lo rende una preda alla portata di molti pronti a firmare un assegno da oltre 5 miliardi di dollari per portarsi in casa gli account di tutti i vip e le star di Hollywood nonchè gli assi dello sport e della politica mondiale, inclusa sua maestà la Regina Elisabetta, ultima grande cinguettatrice. Google però, tra una proposta e l'altra a San Francisco, sembra volere a tutti i costi creare qualcosa di ben più grosso di Buzz, Twitter e compagnia bella, un social network vero e proprio che probabilmente non si chiamerà Google ME ma che dovrà dare del filo da torcere al gioiellino di Mark Zuckerberg che, negli ultimi tempi, sembra giocare a scacchi su internet fagocitando uno dopo l'altro tutti i propri concorrenti, un pò come accadeva già nei pressi di Mountain View negli anni passati.

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