mercoledì 26 agosto 2009

Il 27 agosto 2009 alle 00.30 vedremo 2 Lune in cielo... Come è possibile?

Su Facebook Italia rimbalza un tam tam di tipo "astronomico": la notte del 27 agosto alle 00.30 il pianeta rosso, Marte, sarà talmente visibile in cielo da sembrare grande come la Luna. Ecco il messaggio:

“27 agosto 2009 ore 00,30 (mezzanotte e trenta minuti): guardate su in alto, nel cielo, perché vi saranno due lune. Il pianeta Marte sarà la stella più brillante nel cielo e si troverà a 55,75 milioni di km dalla terra: sarà grande quanto la luna piena. Non ve la perdete! Sarà come se la terra avesse due lune. La prossima volta che un fatto come questo torni a verificarsi, sarà nell'anno 2.287.”
I problemi però sono 2: domani notte, alle 00.30, Marte non sarà affatto visibile, ma lo si potrà scorgere solo 4 ore dopo, poco prima dell'alba, assieme a Venere. Come se non bastasse, anche se si verificassero le migliori condizioni di visibilità, sarebbe impossibile (persino per Giove) raggiungere una dimensione apparente tale da sembrare una "seconda Luna"!

Che delusione per tutti quei creduloni che hanno alimentato questo tam tam mediatico su Facebook... Peccato.

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Cervello in tilt tra cellulari, internet e televisione

Dai telefoni cellulari all’instant messaging, da Twitter e YouTube alla televisione, per non parlare di Facebook. Viviamo ormai in un mondo “multitasking”: mentre si lavora si manda un messaggio all’amico, si aggiorna il proprio profilo sul social network, si carica una foto e magari si risponde a una email. Fare più cose insieme però ha un limite fisiologico, e esagerare può letteralmente mandare il cervello in tilt, compromettendone la capacità di concentrazione.

L’allarme viene da uno studio americano condotto alla Stanford university in California: stando sempre “connessi”, tra e-mail, telefonate, messaggi di testo, social network e magari in sottofondo musica, radio o tv, il nostro cervello in sostanza può raggiungere un sovraccarico di informazioni.

Lo studio è tra i primi a verificare se le capacità cognitive possono essere danneggiate dalla gamma di media che le persone utilizzano regolarmente. Gli scienziati hanno utilizzato un questionario per valutare la frequenza con cui 12 persone hanno usato diverse fonti di informazione. I risultati sono stati utilizzati per identificare due categorie, i multimedialileggeri” e quelli “pesanti”, a seconda della frequenza con cui hanno utilizzato questi strumenti contemporaneamente. Alle persone di ogni gruppo sono stati poi forniti test cognitivi. Nei test, i soggetti hanno dovuto concentrarsi su un compito fondamentale, come ad esempio stabilire se rettangoli rossi sullo schermo di un computer avevano cambiato orientamento. Con alcune “distrazioni” messe a bella posta, come dei rettangoli blu, che i soggetti dovevano ignorare. I multimediali “pesanti”, cioè i soggetti più frequentatori del vasto mondo del multitasking, ci hanno messo molto di più a risolvere correttamente i test.

In tutti i casi i multitaskers incalliti hanno avuto più problemi a filtrare le informazioni irrilevanti e a distrarsi con stimoli secondari. Questo potrebbe riflettere il modo in cui il loro cervello si è ormai abituato a concentrarsi contemporaneamente su informazioni provenienti da una varietà di fonti, il che rende più difficile per loro concentrarsi su un unico lavoro importante e passare senza sforzo da un compito all’altro.

[fonte: lastampa.it]

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