venerdì 17 luglio 2009

Su Facebook la rivolta di Piazza Vittorio

Oltre duemila firme contro i nuovi divieti in piazza Vittorio. Attacchi al Comune di Torino e a Chiamparino "Vogliono uccidere i locali, calpestati i nostri diritti"

Parte stasera la sosta riservata ai soli residenti nella zona di piazza Vittorio e già sul web divampano le proteste. Su Facebook è nato il gruppo "Tutti insieme contro piazza Vittorio riservata ai residenti!", 2.146 persone iscritte in una sola settimana. E il numero aumenta di ora in ora. Al centro delle polemiche c´è la delibera comunale che vieta il parcheggio ai non residenti tutti i venerdì, sabato e domenica, dalle 19.30 alle 8 del mattino.

La decisione nasce dalla necessità di trovare una soluzione all´assalto della movida che ogni fine settimana si riversa in piazza Vittorio. E soprattutto per placare l´esasperazione e le continue lamentele dei residenti dell´area. La nuova normativa fa il paio con l´installazione di vespasiani mobili di ultima generazione, al fine di limitare il degrado urbano dal popolo della notte.

Secondo Umberto Del Noce, fondatore del gruppo su Facebook, «il problema del parcheggio selvaggio esiste, ma non è questo il modo di risolverlo. Bisognerebbe adeguare le strutture al flusso dei veicoli che da anni interessa la zona. O il Comune ha il coraggio di rendere tutta le aree che hanno lo stesso problema zona pedonale o per un criterio di uguaglianza e giustizia la sosta deve essere garantita a tutti, anche ai non residenti». Anche all´interno del social network, però, non mancano i dissidenti, quelli che credono che la nuova disposizione comunale risolva un problema troppo a lungo ignorato. Come Ettore, che liquida la questione con sagacia: «Se volete parcheggiare per forza in piazza Vittorio, perché non ci andata ad abitare? Sarebbe una soluzione».

[fonte: repubblica.it]

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Facebook viola la privacy in Canada?

Facebook inciampa sulla privacy in Canada. Facebook ha appena raggiunto i 250 milioni di utenti, ma in Canada potrebbe essere nei guai con la legislazione locale in materia di tutela della privacy: a sollevare dubbi e perplessità è il commissario della privacy canadese, utilizzando il termine di "privacy gap". FB violerebbe la legge del Canada su privacy mantenendo a tempo indeterminato (beato lui) i dati sui propri database anche dopo la disattivazione dei relativi account.

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Microhoo, forse è la volta buona

Microsoft e Yahoo potrebbero essere vicine ad un accordo. La trattativa è ormai di lunga data, ma una stretta di mano avrebbe comunque del clamoroso poiché compatterebbe i rivali di Google in un nuovo polo per l'advertising. Il tutto per 3 miliardi di dollari

Nessuna conferma, ma molti sorrisi: sarebbe finito così l'incontro tra una delegazione Yahoo ed una delegazione Microsoft. Sono in molti a pensare che non fossero sorrisi di circostanza: Microsoft e Yahoo non sarebbero mai stati così vicini ad un accordo e le parti potrebbero presto incrociare nuovamente i propri destini per un annuncio ufficiale atteso ormai da mesi. Era il 1 Febbraio del 2008 quando Microsoft tentò di rilevare Yahoo a suon di miliardi. Il CEO Yang si oppose con forza e per Steve Ballmer vi fu nulla da fare. Da allora nomi nuovi sono comparsi sulla scena: Carol Bartz, da una parte, e Bing, dall'altra.

Pochi mesi or sono il CEO Yahoo ha fatto capire che un'intesa poteva essere trovata, ma Microsoft avrebbe dovuto presentarsi all'incontro con «una barca di denaro». La "barca" sembra oggi stimabile in 3 miliardi di dollari che per Microsoft significano il diritto a gestire l'advertising del gruppo per almeno 3 anni. Yahoo, per contro, non solo si trova in mano denaro utilissimo per rifocillare investitori e casse, ma anche per tornare ad investire ove il gruppo ritiene di poter ancora dire la propria. Sunnyvale potrebbe peraltro ottenere un flusso positivo di ritorno risparmiando su ricerca e personale, abbandonando il comparto in favore di Microsoft per concentrare le proprie risorse altrove.

La fetta di mercato di Yahoo (19.5%) è in costante calo, mentre Microsoft sembra aver fatto colpo con il proprio Bing (8.4%). Mentre Google (65%) guarda dall'alto le scaramucce dei rivali, godendosi peraltro l'ennesima trimestrale d'oro, dietro le forze sembrano compattarsi contro il nemico comune. Se Microhoo prendesse forma entrambi i motori potrebbero godere di una piattaforma comune di advertising che darebbe a Microsoft molta più voce in capitolo.

Le ipotesi sono per un qualche annuncio ufficiale nel giro di una settimana. Ma per ora tutto si ferma al no comment condito da grossi sorrisi e da un titolo MSFT che negli ultimi 3 mesi ha messo da parte una crescita del 23%.

[fonte: webnews.it]

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