martedì 3 marzo 2009

Facebook, l’Italia nella top ten con Nutella, ovetto Kinder e pizza

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La donna Facebook di Massimo Rebecchi

Da virtuale a reale: la donna Facebook di Massimo Rebecchi.

Password decisiva: la personalità. Ai tempi di “Facebook” è protagonista una collezione femminile veloce, trasversale, che gioca con l’essenzialità delle forme, pluralità di materie, modulazioni di colori.

La donna Massimo Rebecchi AI 09-10 interagisce così con il mondo e con se stessa, facendo suo il motto: “connecting people”. E’ in link con la realtà anche attraverso il vestire.

E’ lei l’artefice del suo “personal profile”.

Le forme...Ben calibrate, riferite con naturalezza al corpo.
Spalle piuttosto piccole, fit misurato e maniche a kimono. Giacche-coat, anche in maglia, allungate a soprabito. Oppure corte a bolero, ampie e scostate dal busto. Gonne e pantaloni in alternanza. Le prime diritte al ginocchio, ma anche animate da balze e/o drappeggi. I secondi, ampi e fermi sopra la caviglia di giorno e decisamente slim di sera.

Le materie....Anima autentica della collezione, nella loro molteplicità.

Textures diverse mixate nello stesso capo. Le cinture a nastro, alte sotto il seno, quasi sempre in gros sfilacciato. Ancora gros ed organza plissettata per profili e bande sia in verticale che in orizzontale. Nappa lavata per il blouson con il collo in maglia a coste grosse. Taffettà “tecnico” lucente come il metallo. Jacquard scintillante ad effetto armatura. Velluto cangiante per blazer e gilet da portare sopra le tuniche da sera “plurimateriche” a bande in seta lavata, twill, passamaneria, canutiglie, satin, crêpe, ancora gros. Negli abiti, intarsi unici ed eseguiti a mano di broccati, organze e velluti.

I colori...Densi, intensi, pacati, con qualche sprazzo di vivacità

Tutte le sfumature naturali: terra, tabacco, fango, tortora, mastice, sino al testa di moro. Lilla, bordeaux, mauve, poudre sempre smorzati. Blu in infinite modulazioni: inchiostro, indaco, copiativo, notte, polvere, ottanio. Turchese squillante ed “energetico”. Nero e bianco amalgamati in micro-fantasie sale e pepe. Grigio urbano ombreggiato per effetto delle lavorazioni a jacquard. Nuance malachite e rubino per i look più preziosi. Bagliori di paillettes che trascolorano dall’argento al verde smeraldo.

[fonte: sfilate.it]

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Facebook: due applicazioni potrebbero rappresentare un pericolo


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Quando Twitter volò via da Facebook

L'accordo per una possibile acquisizione di Twitter da parte di Facebook fallì dinanzi all'impossibilità di trovare una mediazione sul reale valore dello stock azionario del social network. I due soggetti avrebbero però mantenuto attivi i contatti

L'accordo non era condiviso e così l'acquisizione di Twitter da parte di Facebook non andò in porto. A rivelare per la prima volta in maniera pubblica ed esplicita il fallito tentativo da parte del famoso social network di acquisire il sistema di microblogging è stato Peter Thiel, uno dei principali investitori di Facebook nel corso di una intervista per BusinessWeek.

Stando a quanto dichiarato da Thiel, la società del portale sociale non avrebbe raggiunto lo sperato accordo in autunno con Twitter per alcuni problemi legati all'offerta economica e alla gestione della prospettata fusione tra i due soggetti. «Divenne abbastanza evidente che non se ne sarebbe fatto nulla» ha confidato il già cofondatore di PayPal, per poi aggiungere: «L'accordo si sarebbe dovuto realizzare utilizzando le azioni di Facebook. E dunque era necessario stimare il valore economico dello stock necessario [per la transazione, ndr]».

Un'operazione non semplice, poiché Facebook non è una società quotata in borsa, e dunque il suo reale valore costituisce da tempo una sorta di irrisolvibile enigma. Durante l'acquisizione di alcuni pacchetti azionari nel 2007, Microsoft valutò la società intorno ai 15 miliardi di dollari, una cifra distante dalle ultime valutazioni interne che si attestano intorno ai 4 miliardi di dollari.

Secondo le indiscrezioni circolate durante lo scorso mese di novembre, Facebook offrì circa 500 milioni di dollari (in buona parte in azioni) per l'acquisizione di Twitter. La proposta fu valutata molto attentamente dai responsabili del servizio di microblogging, ma le cose precipitarono rapidamente quando Facebook iniziò a stimare il valore del suo stock tra gli 8 e i 9 miliardi di dollari. Attraverso alcune fonti, il team di Twitter era venuto a conoscenza di una cifra differente di valutazione dello stock utilizzata da Facebook per i suoi impiegati e stimabile tra i 2 e i 4 miliardi di dollari.

In un estremo tentativo di mantenere in piedi l'accordo, Facebook offrì a Twitter circa 100 milioni di dollari cash, mantenendo la restante parte dell'offerta legata al pagamento con azioni. A questo punto la società dei "tweets" si dichiarò nuovamente disponibile per concludere l'accordo, ma a patto di poter valutare le azioni di Facebook per il loro effettivo valore registrato sul mercato. Dinanzi al nuovo vincolo, la società del social network prefrì ritirarsi, ponendo fine alla contrattazione.

Le reticenze di Facebook nel fornire una valutazione oggettiva del valore del suo stock azionario potrebbero mettere in difficoltà la compagnia nel caso di nuove acquisizioni, o di un secondo round con Twitter. Stando a quanto riferito da Thiel, infatti, le due società avrebbero mantenuto attivi e costanti i contatti nel corso degli ultimi mesi, dimostrando ancora un reciproco interesse per un potenziale accordo. Ora i gelidi venti della crisi economica potrebbero raffreddare i rapporti tra le due società, rallentando il loro progressivo avvicinamento. Facebook rimane comunque una società solida e dalle numerose potenzialità, dunque Twitter potrebbe rientrare prima o poi nei suoi destini.

[fonte: webnews.it]

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Twitter, l'anti-Facebook che piace tanto a Google

Ha per simbolo un uccellino, vuol dire "cinguettio": è un social network di sms, mail e messaggi. Dal 2006 ha messo insieme sei milioni di utenti. Ora è sotto attacco hacker: dati degli utenti a rischio

PIACE a Barack Obama, e a Britney Spears. Il presidente ci ha fatto campagna elettorale, lei l'ha usato per parlare di frullati e paparazzi. Entrambi sono stati ugualmente brevi: centoquaranta caratteri non uno di più. I loro messaggi sono passati sulla piattaforma di microblogging Twitter, dove tutto ruota attorno alla domanda: "Che stai facendo adesso?". Si risponde con sms, messaggeria istantanea, e-mail, feed RSS. Subito, sull'onda. "Utente cucina strepitosa torta di mele". Sei milioni di utenti registrati dal 2006 quando è nato. Facebook ha cercato di comprarlo, ora è Google che si fa avanti. Perché tanto interesse?

Mentre uno chef entusiasta del New Jersey infornava il suo dolce, dall'altro capo del mondo "utente in hotel Mumbai è sotto attacco terroristi". Ottanta messaggi ogni cinque secondi sono partiti da testimoni dell'attentato nell'albergo indiano nel novembre scorso. Cronaca per istantanee, flash di informazioni, socialità e business, amicizia e politica. Durante il discorso di insediamento di Obama, con perfetto contrappasso mediatico, una ventina di senatori e oltre 60 deputati hanno digitato per fare i loro (non sempre elogiativi) commenti.

Ecco, in poche parole Twitter è molto. Un po' Facebook, ma più leggero e immediato. Spartano nella grafica come Google, ma adesso: non archivia notizie, le dà subito. È social network, mette in contatto. Ma anche microgiornalismo, haiku di articoli che possono persino cambiare il corso degli eventi. Come appunto a Mumbai, o a New York: "utente su aereo vittima di bird strike atterra sull'Hudson"". 140 battute di testo per segnalare prima di chiunque altro l'inusitato ammaraggio.

Brevi cinguettìi nel coro informatico: questo significa twitter che ha come logo un uccellino. Versi di informazioni sul qui e ora nell'esatto qui e ora di tutti i "followers", gli interlocutori che ognuno può accettare di ascoltare (ma è possibile anche dialogare con tutti, senza restrizioni, un'eco pazzesca). Registrazione gratuita, poco altro da imparare per entrare nel concerto. Si pubblicano i twitt, frasi minimali(ste) su cosa si sta facendo in quell'esatto momento. Chi ha scelto di seguire legge, e risponde, e riceve, e rimanda in un'interminabile sequenza frazionata del tempo. Tutte le schegge di testo vengono pubblicate sulla Pubblic Timeline, dove ci sono i cinguettìi provenienti da ovunque, all'unisono.

Lo scopo. La socialità, la tracciabilità, l'iperconnessione. Il mezzo più breve per il flusso di coscienza internettiano, la geografia delle emozioni proprio in quell'unico transitorio istante che non tornerà più, la manìa del tempo reale. Chi twitta vuole iconizzare il proprio status, la propria attualità sincronica, anche quando informa su propri gusti e disponibilità economiche: "Utente compra scarpe da mille euro". Dal settembre 2007 a quello successivo Twitter è diventato il social network che ha registrato il più alto incremento di utenti (+600%) e di visitatori unici (+343%). È molto indietro rispetto ai big del genere, ma a febbraio Compete. com, misuratore di accessi web, nella sua classifica l'ha piazzato per terzo: davanti ha solo MySpace e al primo posto Facebook, il più popolare di tutti (ieri di nuovo attaccato da hacker, la quinta volta in una settimana).

A novembre FB ha provato a comprare Twitter per 500 milioni di dollari, ma l'Obvious Corp, la società di San Francisco che fa capo ai tre 30enni californiani (Jack Dorsey, Evan Williams, Biz Stone) che l'hanno creato, hanno detto no grazie: "Vogliamo mantenere la nostra indipendenza". Pare che in realtà il rifiuto sia stato dovuto alle modalità di pagamento: stock options FB, troppo volatili anche per i tre che hanno inventato lo svolazzante cinguettìo. Ma le trattative vanno avanti, e adesso anche rumors sull'interesse all'acquisto di Google. La disarmante facilità è una sua dote, e anche quell'intimità digitale che consente. Ma pure lo "stato d'ansia", altro significato di twitter, è interessante. Compulsivo desiderio della diretta, per dire i frammenti della vita in onda.

[fonte: repubblica.it]

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