domenica 8 febbraio 2009

Sì o no alla morte? È sfida su Facebook

Esplode su Internet, il dibattito sul caso di Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo permanente e cui sono state sospese venerdì alimentazione e idratazione presso la clinica di Udine La Quiete. In pochi giorni su Facebook i gruppi di discussione sono quasi triplicati (da un centinaio a oltre 280) e gli iscritti sono aumentati a decine di migliaia.

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Altolà del Garante della privacy: inserite i vostri dati su Facebook con parsimonia

Altolà dell’organo di garanzia della privacy sull’eccesso di disinvoltura con cui negli ultimi mesi gli utenti di internet inseriscono i propri dati sensibili sui Social network: recapiti, foto e situazioni di vita personali diventano così patrimonio potenzialmente a disposizione di tutti. Con tutti i rischi connessi.
Durante il convegno "Social network, attenzione a non cadere nella rete”, organizzato dal Garante della Privacy all'Università Cattolica di Milano, in occasione della “Giornata Europea della protezione dei dati personali”, è stato infatti reso noto che dietro il boom di adesioni a Facebook (6.4281.280 di profili di utenti italiani e circa 150 milioni in tutto il mondo con prevalenza di ragazzi sotto i 30 anni) si cela la mancata osservanza delle buone regole di gestione dei dati personali. Ciò deriverebbe dal fatto che per molti degli utenti dei Social network l’adesione è stata dettata più da spinte sociali che scelte o convinzioni personali. E la mancata presa di coscienza dei rischi sta ora producendo i primi danni: alcune aziende sembra che stiano iniziando a verificare nell’ambiente virtuale l’esattezza delle informazioni fornite dagli aspiranti lavoratori durante i colloqui selettivi.

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