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domenica 1 febbraio 2009

Sospensione degli account su Facebook: le cause

Sempre più spesso ormai accade che Facebook sospenda d’ufficio alcuni account. Perché? La policy del sito ha definizioni alquanto generiche; comunque sia si tratta di una censura causata da un atteggiamento dichiarato ’sospetto’. Si affaccia attenzione però, perché con ‘atteggiamento sospetto’ in questo caso si vuole intendere che l’utente stia usando il suo account ‘un po’ troppo’. Una specie di paradosso, insomma.

La cosa brutta è il comportamento del social network nell’imporre censure, blocchi e disattivazioni non è standardizzato: a volte accade che la chiusura dell’account venga preceduta da alcuni messaggi del tipo ‘cease and desist’, ossia da avvisi che invitano l’utente a cambiare l’attegiamento. Altre volte invece il blocco dell’account è immediato, repentino ed improvviso. Nessun avvertimento. Succede spesso che gli utenti bloccati si vedano ri-abilitare il proprio account dopo alcuni giorni di blocco o perché si sono lamentati e hanno fatto la voce grossa con ‘chi di dovere’, con le autorità preoposte alla sicurezza del network. Ma succede anche che alcuni altri account vengano disabilitati per sempre.
Va detto che il concetto che Facebook ha di ‘cattivo comportamento’ risulta essere molto vago.

Quelli che trovate elencati qui sotto sono i motivi per cui Facebook potrebbe tagliarvi fuori dalla sua community. Ad ogni modo, per evitare che ci rimaniate male quando troverete bloccato il vostro account, vi proponiamo tutta una serie di motivazioni che possono portare il noto social network al comportamento censorio, una lista suggerita da Thor Muller sul blog GetSatisfaction.com. Senza nessuna pretesa di esaustività, ovviamente. Ma crediamo che possa essere un inizio, un buon modo per tenere sotto controllo le proprie pratiche d’uso.

Tredici motivi per cui il tuo account su Facebook potrebbe essere disabilitato:

1. Non usi il tuo nome vero.
2. Ti sei iscritto a troppi gruppi. (Il limite è 200 gruppi per utente)
3. Hai scritto troppi messaggi su di un wall (bacheca) o in un gruppo.
4. Hai postato messaggi o su troppi wall di altri utenti. §
5. Hai chiesto l’amicizia a troppi utenti. (Fino a poco tempo fa questa era la prima causa di disabilitazione).
6. La tua scuola o la tua organizzazione non è molto chiara. Non è ancora verificata/verificabile.
7. Stai mandando ‘poke’ a troppa gente.
8. Pubblicizzi le tue applicazioni sul tuo wall.
9. Usi testo duplicato in messaggi multipli.
10. Sei un gatto, un cane, una mucca, una biblioteca (Dietro ogni account ci dovrebbe essere un essere umano, non un animale o una società).
11. Hai meno di 18 anni.
12. Hai scritto contenuti ritenuti offensivi.
13. Hai portato porzioni di contenuto di Facebook al di fuori di Facebook. (Attraverso l’uso di alcuni script si può fare ma manda in bestia i guardiani del ‘walled garden’).

[fonte: yks.tv]

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Agnesi, insulti su Facebook al preside e a un'insegnante

Dopo gli scrutini del primo quadrimestre, i consigli di classe decideranno quali provvedimenti prendere per i ragazzi dell'istituto magistrale milanese che hanno lasciato commenti offensivi e ingiuriosi

Pensavano di fare una ragazzata. Ma la vicenda è finita sui tavoli della procura e a scuola non ha più voglia di scherzare nessuno. A scatenare la bufera all'istituto magistrale Agnesi, in Via Tabacchi 17 a Milano, sono due gruppi aperti su Facebook e frequentati dagli studenti. Il primo era dedicato a un'insegnante, infarcito di insulti e minacce anche pesanti. La professoressa lo ha segnalato alla polizia, presentando denuncia contro ignoti. L'altro, una sorta di fanclub goliardico, prendeva di mira il preside Giovanni Gaglio scherzando sulle sue origini meridionali.

In entrambi i casi gli autori avevano scelto come icona da pubblicare su Internet la fotografia della "vittima", visibile così da tutti gli iscritti al più popolare social network della rete. Il gruppo in cui gli studenti si accanivano contro la professoressa, fondato da un'anonima ragazza, è comparso a dicembre. Al momento in cui è stato rimosso, la scorsa settimana, aveva 44 iscritti. Quello dedicato al preside ne contava cinque volte di più, compresi alcuni ex studenti. "Martedì scorso io e la collega presa di mira siamo andati alla polizia postale - racconta il preside - lei ha deciso di denunciare, vista la violenza delle parole usate nei suoi confronti. Io, che pure non ho trovato divertente la presa in giro, ho solo preteso dallo studente che amministrava il gruppo di farlo sparire immediatamente da Facebook".

Dopo gli scrutini del primo quadrimestre, i consigli di classe decideranno quali provvedimenti prendere nei confronti dei ragazzi che hanno lasciato commenti offensivi e ingiuriosi. "Escludiamo di dare loro il cinque in condotta nella pagella che stiamo per consegnare - dice Gaglio - poi valuteremo la possibilità di sospenderli. Ma la sfida è soprattutto saper usare anche un episodio brutto come questo come momento di crescita per tutti". La scuola, su proposta di alcuni genitori, organizzerà incontri nelle classi per spiegare loro la pericolosità di strumenti come Facebook. "Inviteremo uno psicologo dice il preside e potremmo coinvolgere anche la polizia postale".

[fonte: repubblica.it]


Si ringraziano le studentesse del sopracitato istituto per la precisazione ;)

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